Se Martelli venisse a Chianciano
da Europa del 23 giugno 2009, pag. 9
di Pier Paolo Segneri
Se Claudio Martelli venisse a Chianciano ritroverebbe, finalmente, un luogo politico a lui familiare. Se il delfino del vecchio partito socialista si immergesse nelle acque rigeneranti di Chianciano scoprirebbe che oggi, in Italia, l’unico gruppo liberale rimasto, almeno con una certa consistenza politica ed organizzativa, è quello dei Radicali di via di Torre Argentina. La forza dei liberali, dei liberalsocialisti e dei libertari è li, nella sede romana del Partito Radicale e di Radicali Italiani. È nella militanza quotidiana presente nelle periferie, nelle città, nei territori, nelle realtà locali. È nell’impegno delle associazioni territoriali, dei radicali ignoti e dei mille iscritti. È negazione politica dei partigiani della Libertà e della Democrazia.
Se Claudio Martelli da venerdì a domenica venisse all’assemblea convocata da Marco Pannella, si renderebbe subito conto che gli ultimi liberali rimasti lo stavano già aspettando. Vedrebbe che i ragazzi di Torre Argentina sono cresciuti. Sono divenuti una concreta possibilità di ricambio dell’attuale classe dirigente. Sono diventati "il nuovo possibile" della politica italiana ed hanno lo stampo riformatore dei liberali di una volta: Luigi Einaudi, Piero Cobetti, Mario Pannunzio, Ernesto Rossi, Piero Calamandrei, Bruno Villabruna, Niccolò Carandini, Francesco "Chinchino” Compagna e tanti altri ancora. Nomi che rimandano al presente. Se Claudio Martelli venisse a Chianciano avrebbe l’occasione di capire che, stavolta, davvero la memoria ha trovato un futuro.
Lo ha trovato in quei ragazzi di Torre Argentina ornai cresciuti. Hanno quel tipico sguardo antico che non invecchia mai. Anzi, resta sempre aperto a scrutare il futuro, a dare speranza, ad essere speranza. Come Antonella Casu, segretaria di Radicali Italiani, unica donna in Italia a guidare un movimento politico nazionale. Come il tesoriere Michele De Lucia, il presidente Bruno Mellano, Mario Staderini, Diego Galli, Alessandro Massari, Demetrio Bacaro, Massimiliano Iervolino, Diego Sabatinelli, Michele Lembo, Simone Sapienza. Impossibile citarli tutti. E i parlamentari: Donatella Poretti, Rita Bernardini, Elisabetta Zamparutti, Marco Beltrandi, Marco Perduca, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni e, tra loro, Mina Welby e Sergio D’Elia.
Ci sono anche Gianfranco Spadaccia, Angiolo Bandinelli e Sergino Stanzani, i grandi vecchi della galassia radicale, che continuano ad elaborare pensieri innovativi. Ci sono Marco Cappato, classe 1971, e il deputato Matteo Mecacci, 34 anni. Insomma… la rosa è nel pugno. Se Claudio Martelli venisse a Chianciano si renderebbe conto che la Rosa nel Pugno ha uno spirito collettivo, una impostazione e un pensiero liberale, un’azione socialista e libertaria. La Rosa nel Pugno è, quindi, un disegno politico laico per un partito democratico sul modello americano, alla Obama, opposto e contrapposto all’attuale Pd o del vecchio Ulivo. L’Ulivo e Rosa nel Pugno, insomma, sono due progetti che lavorano sullo stesso cantiere.