Corsa al divorzio sprint "Un anno di attesa può bastare"
da Giorno/Resto/Nazione del 19 gennaio 2010
di Bruno Ruggiero
IL TEMA È CIRCOSCRITTO, gli articoli da approvare sono pochi: si tratta di prendere una decisione
e andare avanti su quella strada, così nel giro di due o tre mesi un testo concordato potrebbe arrivare in aula alla Camera». Non manca l`ottimismo della volontà a Maurizio Paniz, deputato del Pdl e relatore in commissione Giustizia del dibattito sui tre disegni di legge per il cosiddetto «divorzio
breve», uno dei quali porta anche la sua firma.Dopo la relazione introduttiva di mercoledì scorso, da domani a Montecitorio si entra nel vivo della mediazione fra le tre proposte che arrivano sia dalla maggioranza che dall`opposizione e hanno un minimo comune denominatore: abbreviare la procedura abbassando da 3 anni a 12 mesi (con alcuni «paletti» nell`impostazione del centrodestra) il periodo minimo di separazione che decorre dal giorno in cui marito e moglie si rivolgono al giudice per ottenere il divorzio. Il testo più «secco» è quello legato al nome della parlamentare Pd Sesa Amici. La fase che tanti cittadini italiani alle prese con una causa di divorzio vedono come una specie di purgatorio, viene «tagliata» da 3 anni a un anno in tutti i casi.
NEL DDL SOTTOSCRITTO da Paniz (con adesioni soprattutto nell`area di Forza Italia) il termine scende a un anno solo se non ci sono figli minori. Altrimenti resta a 3 anni, come adesso. Più articolato il discorso del deputato Marcello De Angelis (anche lui del Pdl, ma ex di An): un anno se i
coniugi hanno figli con meno di 14 anni, 6 mesi se i figli non ci sono oppure hanno più di 14 anni.
«Tutte queste proposte meritano attenzione - commenta il relatore Paniz - e il mio obiettivo è arrivare comunque a un testo unitario». Ma l`avvio del dibattito parlamentare (sollecitato dai promotori della riforma anche in piazza nel giugno dell`anno scorso) è stato accolto con la prevedibile levata di scudi dal Forum delle famiglie cattoliche e da Avvenire, il quotidiano dei vescovi. «Nella sostanza si vuole un divorzio cash and carry trasformando sempre più la separazione legale in semplice e scomoda anticamera dello scioglimento del vincolo», ha dichiarato Francesco Belletti, presidente del Forum; mentre il giornale della Cei ha scritto addirittura del rischio di «tsunami sociale» in caso di approvazione di ulteriori tagli ai tempi previsti dalla legislazione in vigore («sono già scesi da 5 a 3 anni»).
IL RADICALE Diego Sabatinelli, segretario della Lega per il divorzio breve, ha replicato proponendo «un confronto aperto e pubblico con i rappresentanti del Forum». «L`attuale legge - spiega Sabatinelli prevede per gli ex coniugi un percorso fatto di tribunali, spese legali, istigazione al litigio, sfinimento dei rapporti interpersonali, lungaggini e ostacoli imposti soprattutto ai loro figli: noi proponiamo un passaggio preliminare di mediazione familiare e il diritto di chiedere subito il divorzio».