Giugno 2008 Morassut querelava Report

L’ex assessore all’urbanistica della giunta Veltroni contro l’inchiesta di Paolo Mondani “I re di Roma”, dedicata al nuovo Piano regolatore della Capitale.
L’inchiesta, secondo l’esponente PD, fa passare il Piano come “una colata di cemento” sciorinando cifre false. In trasmissione, Mondani sostiene che “con il nuovo piano regolatore, il Comune di Roma prevede di costruire nei prossimi dieci anni 70 milioni di metri cubi di cemento su un territorio di 15 mila ettari”. “Per dare un’idea – aggiunge Gabanelli - 1700 palazzi di otto piani … 350 mila persone andranno ad abitare lì”.
Morassut replica che nella prossima decade i metri cubi edificati per via del Piano regolatore saranno 22 milioni, non 70. Il resto è frutto di provvedimenti precedenti. Gli ettari in questione non sarebbero 15 mila ma 5 mila 500. Le persone coinvolte non 350 mila ma 260 mila. Lungi dal riversare una colata di cemento sulla Capitale, il Piano avrebbe fatto di Roma “la città più verde d’Europa”: 87.800 ettari di aree verdi e agricole nell’agro romano (il 68% del territorio comunale).
Poi c’è il capitolo delle centralità. Che non sarebbero affatto “sparpagliate” sui terreni dei privati. E’ falso, accusa Morassut, “che Veltroni e Rutelli hanno privatizzato le centralità”. Nel 2000, quando la prima bozza del Piano arriva in Consiglio Comunale, “quasi tutte le centralità erano di origine pubblica”. Acilia e Romanina facevano capo a Telecom, Torre Spaccata dell’Iri. Solo dopo quei terreni passarono ai costruttori privati.
Dal 2001 al 2008, rivendica Morassut, si sono aperti i cantieri solo delle centralità pubbliche. Mentre quelle private restano al palo. Eppure, Gabanelli sostiene che “il Comune ha abdicato alla pianificazione dello spazio pubblico”. Affermazioni false, per il deputato PD. Che ribadisce i meriti del Piano Regolatore: si passa da “18 mq di verde per abitante a 22”.
L’inchiesta “I re Di Roma”, secondo Morassut, avrebbe accreditato l’idea di una “città venduta ai privati” col nuovo Piano regolatore. “E’ stato un colpo alla rendita fondiaria come mai era avvenuto nella storia urbanistica di Roma”, rivendica con orgoglio l’ex assessore.
Poi Morassut passa in rassegna le singole centralità additando quelle che ritiene le “falsità e le approssimazioni” del reportage. Cita la Bufalotta, Romanina, Acilia, Tor Pagnotta, Ponte di Nona, Grotta Perfetta, Giardini di Roma. In una guerra di cifre, cubature e delibere comunali.
In fondo alla sala, a filmare la conferenza stampa, l’autore dell’inchiesta Paolo Mondani. Tra il pubblico pochissimi giornalisti e tanti politici. Alla fine scrosciano applausi per Morassut. L’unica obiezione arriva da Mondani.
A Morassut è stata offerta un’intervista di 10 minuti per replicare, sottolinea la firma di Report. L’ex assessore prima ha preteso che a porre le domande non fosse Mondani. Poi ha rifiutato i dieci minuti invocando una tribuna di mezz’ora. In ogni caso, dice Mondani, “noi siamo tranquilli”. Quella di Morassut, aggiunge, è “un’interpretazione distorta. Andate a rileggervi il testo”.
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