Società regionali, il capitolo oscuro diventa un po’ più chiaro

Continua il resoconto sul capitolo oscuro delle società partecipate dalla Regione Lazio. Apriamo con una buona notizia: è in via di soluzione, anche se ci vorrà ancora tempo, la vicenda dell’Arsial, ricordate? Ne parlammo nelle puntate precedenti, in particolare quando scrissi che: “il Gruppo Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei ancora non ha ricevuto risposta in merito alla cessione, svendita direi, di alcuni terreni a società avvenuta in fretta e furia nella passata legislatura da parte dell’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio: l’interrogazione è stata presentata il primo settembre 2010”. Ebbene, una risposta c’è stata, ma da parte della Procura della Repubblica di Roma.


di Diego Sabatinelli per Notizie Radicali



Andiamo per ordine, a seguito di questa ed altre interrogazioni sono emersi fatti che ora sono al vaglio degli inquirenti e, quindi, oggetto di ben documentati servizi giornalistici. Titola il sito del Corriere della Sera “Arsial, la Parentopoli agricola: indagini e denunce su svendite e appalti”, e ancora “un giro di gare di dubbia utilità, aggiudicate sempre alle stesse società. Nel giro di 5 anni, tra il 2005 e il 2010. Appalti alla sorella e al nipote dell'assessore all'Agricoltura della Regione Lazio. E la solita assunzione di amici. È il caso Arsial, l'agenzia per lo sviluppo e l'innovazione dell'agricoltura nel Lazio, oggetto di denuncia e due interrogazioni in Regione. Sui terreni svenduti da questa agenzia già sta indagando la magistratura romana” e si prosegue “era facile indirizzare gli appalti, bastava indire le gare in cottimo fiduciario e farle gestire alle persone giuste”. E’ bene specificare che non si parla dell’attuale gestione regionale, ma una volta scoperto il meccanismo saranno costretti almeno a cambiare prassi. In attesa che ulteriori clamorosi sviluppi prendano rivoli inaspettati che travolgano anche altre agenzie regionali, possiamo giustificare la mancata risposta dell’attuale assessore competente: ne aveva ben donde!
 


Veniamo ad un'altra società, l’ Azienda Strade Lazio S.p.a. (Astral), entrata nel “mirino” radicale grazie anche alle segnalazioni del Movimento Libero Iniziativa Sociale e del sito lavocelibera.it. Dopo l’interrogazione radicale sulle assunzioni fatte nella società, veniamo a conoscenza di una serie di provvedimenti presi dal CdA aziendale, nonché nomine e assunzioni che fanno sorgere la necessità per il Gruppo Lista Bonino Pannella – Federalisti Europei di presentare un esposto denuncia alla Procura della Repubblica di Roma ed alla Procura Regionale della Corte dei Conti, perché si evidenziano una molteplicità di violazioni di legge che, in presenza di altri elementi, potrebbero profilare delle responsabilità penali ed erariali in capo ai soggetti cui istituzionalmente ricade l’onere della gestione dell’Ente. Scrive Affari Italiani “La mission parla chiaro: “Progettare, appaltare ed eseguire interventi di completamento e adeguamento della rete viaria e svolgere funzioni tecniche di gestione e manutenzione straordinaria”. Ma quando si scende nella profondità della società con sede in un palazzo dell'imprenditore ed editore di quotidiani, si fanno vere e proprie scoperte” e prosegue “Partiamo dalle pubblicazioni. Tra il 2007 e il 2009, la divisione editoriale sforna volumi entusiasmanti: “ALLA SCOPERTA DEL LAZIO CON ASTRAL: Tutte le strade della rete regionale in 23 itinerari”, seguito da “STRADE REGIONALI DEL LAZIO: Viaggio attraverso la storia, l'arte e i monumenti dei comuni della rete regionale Astral” che ottiene anche una riedizione con la perla finale datata 2009. E poi “LE STRADE CONSOLARI: UN PERCORSO TRA FEDE E CULTURA”. Se poi sulle consolari manca la segnaletica, ci sono le buche e gli attraversamenti pedonali sono esercitazioni per killer, non conta”. Poi si va sul personale, in senso assunzioni: “Ma è sul fronte delle assunzioni e delle consulenze che l'Astral si distingue per attivismo. Nonostante il bilancio 2010 evidenzi una liquidità di oltre 45 milioni di euro, le previsioni di spesa sono fissare a 73,5 milioni e così parte una politica dissennata di gestione del personale. Da dicembre 2009 ad aprile 2010 vengono erogati superminimi ad personam pari a 30 mila euro. Ma si era già superata con 182 mila euro destinati a due dipendenti che sei mesi dopo vengono promossi dirigenti. Uno è il nipote del presidente, l'altro il suo capo segreteria. Nel periodo pre elezioni regionali del 2010 Astral è da record: rinnova per 5 anni il contratto al direttore generale già licenziato nel 2009, con due anni di anticipo rispetto alla scadenza; elargisce due consulenze da brivido: la prima all'ex direttore degli Affari generali, Angelo Cacciotti che da dipendente risolve il contratto con una buonuscita da 100 mila euro e un nuovo contratto da 60 mila per tre anni per 120 giorni lavorativi l'anno; la seconda a Raimondo Besson, l'esperto di acqua del centrosinistra, già vicepresidente di Acqualatina”. La domanda sorge spontanea: perché ci si stupisce che alle elezioni regionali nel 2010 dalla provincia di Latina siano arrivati così pochi voti alla coalizione di centro sinistra? Se la gestione delle società regionali della passata amministrazione è stata questa, e con la complicità attiva dell’allora opposizione oggi al governo, sarebbe stato clamoroso il contrario.



Il vecchio C.d.A. dell’Astral a cui si riferisce quest’articolo da giugno è stato mandato a casa, sostituito da tre fedelissimi della Presidente Polverini, speriamo senza illuderci che sia per fare chiarezza su quanto è costata ai cittadini del Lazio questa gestione della società. Intanto il bilancio non è stato ancora pubblicato, e di verifiche da fare ce ne sono tante. Perché quello della trasparenza è il problema da cui deriva il disastro attuale: per avere semplici informazioni che in un altro paese sarebbero ovvie e scontate, come la pianta organica con ruoli, funzioni e assunti, soprattutto quando le assunzioni vengono fatte su chiamata diretta, da noi c’è bisogno di interrogazioni, accesso agli atti e mesi di attesa, mentre dovrebbero essere visibili facilmente a tutti attraverso i siti web delle società che operano con denaro pubblico. Il colmo del ridicolo è che mesi dopo la nostra richiesta della pianta organica dell’Astral con ruoli ricoperti, passaggi verticali di categoria, indennità corrisposte al personale e le relative motivazioni, aziende che intrattengono a diverso titolo contratti, l’ammontare delle spese destinate a manifestazioni non attinenti con le attività aziendali, consulenze, incarichi e tutto ciò che dovrebbe essere di dominio pubblico, la società ci ha inviato solo un documento con la pianta organica, senza i nominativi di chi ricopre gli incarichi e senza i relativi curriculum. A questo punto mi chiedo: saranno date agli organi giudiziari competenti?



E’ bene ricordare che tutte queste società che operano con denaro regionale, oltre ad offrire ottimi stipendi e consulenze, hanno presidenti e consigli di amministrazione che agiscono come se fossero i veri proprietari del denaro pubblico, garantendo benefit di tutto rilievo, a partire dal classico parco auto; speriamo solo che non sia previsto anche l’utilizzo di carte di credito aziendali, ma questo si potrà verificare appena sarà possibile mettere gli occhi sui bilanci ancora “oscuri”. Certamente le società regionali di questo tipo creano un danno diretto all’economia alterando il sistema liberale del mercato e falsando la concorrenza attraverso la gestione diretta e gli appalti. Nel 2009 alla voce Consoc, consorzi e società partecipate dalla pubblica amministrazione, si è raggiunta quota 7.106: 4.741 società partecipate più 2.365 consorzi, per un totale di 24.713 componenti nei consigli di amministrazione, comprensive di gonfiature degli organici, nomine non esattamente necessarie e buchi in bilancio. Scrive La Repubblica il 9 agosto 2010 “Di fatto il 40 per cento delle società locali chiude in rosso e il 22 per cento, fra il 2005 e il 2007 non ha prodotto un euro di utile. Dati che si spiegano con le parole spese qualche settimana fa dal Procuratore generale della Corte dei Conti Mario Ristuccia. Le società partecipate sono "un'armata di presidenti e consiglieri" che, si legge nel Rendiconto generale, si occupano "dai rifiuti all'energia, dal trasporto alla gestione delle case-vacanza, alle tlc. Un elenco di attività utili sovente a procurare opportunità di comoda collocazione a soggetti collegati con il mondo della politica". Confindustria non ha un'opinione migliore: nell'ultima assemblea generale la Marcegaglia tuonò contro "le 7000 municipalizzate che fanno concorrenza sleale e danno appalti solo ai soliti amici".