Regione Lazio europea?

Uno dei punti del programma di Emma Bonino candidata alla presidenza della Regione Lazio, denominato “Europa”, introduceva una serie di obiettivi con questa premessa: “L’Europa rappresenta una grande opportunità per il Lazio, come lo è stata per altre regioni italiane ed europee, ma per coglierne tutte le opportunità e i benefici è necessaria un’accelerazione nell’esecuzione dei programmi e una programmazione strategica nella predisposizione degli stessi anche nei settori maggiormente innovativi per lo sviluppo della nostra regione”.


Di Diego Sabatinelli  per Notizie Radicali


 È stata pubblicata nella Cronaca di Roma del Corriere della Sera del 20 settembre  2011 una dichiarazione di Renata Polverini, Presidente della Regione Lazio in carica, rilasciata nel corso di una sua visita agli stabilimenti della Thales Alenia: “Stiamo  ristrutturando l’ufficio che abbiamo a Bruxelles per intercettare più risorse europee possibili. Ci siamo messi sul mercato per trovare chi ha doti e qualità, abbiamo trovato un nuovo direttore che viene dalla Lombardia  e che ha curriculum di grande professionalità. Stiamo selezionando persone  che lo affiancheranno come staff. Andremo a Bruxelles a presentare  l’ufficio rinnovato. Mi è sembrato un peccato che non siamo riusciti in passato a intercettare le risorse”.  


Ma cosa è successo in questi anni in cui la Regione Lazio non è riuscita ad “intercettare le risorse”? Chi era il dirigente dell’Area Relazioni con l’Unione Europea, responsabilie dell’ufficio di rappresentanza di Bruxelles della Regione Lazio? Andiamo per gradi. Comunicato Omniroma del 16 aprile 2009 di Paola Brianti, consigliere del PD -allora al governo regionale- e presidente della commissione affari comunitari ed internazionali della Regione Lazio: “fra tutti gli uffici di grande e rara competenza di cui la Regione Lazio si avvale per le sue attività, uno si distingue per la sua ignota utilità, il lussuosissimo ufficio delle Relazioni con l’Unione Europea di Bruxelles con costi che gravano sulla pubblica amministrazione del Lazio quanto e più di un ministero statale – prosegue – è diretto da una signorina, laureata in legge, direttamente catapultata da Velletri a Bruxelles ai tempi della amministrazione Storace e rimasta saldamente in sella anche in seguito, nonostante il suo curriculum non rilevi la partecipazione ad alcun concorso, come dovrebbe essere d’obbligo per l’esercizio di tutti gli incarichi pubblici. Il nostro Ufficio di Bruxelles è stato istituito per fornire assistenza logistica, informativa, legislativa alle rappresentanze regionali pubbliche, produttive o associazioni di categoria, ma dagli operatori economici della Regione, arrivano puntualmente lamentele a non finire, tanto che quasi tutti si sono visti costretti a rivolgersi ai più efficienti uffici regionali dell’Umbria, della Toscana e perfino della Catalogna”. L’allora consigliera Brianti lamentò il fatto che Marrazzo, dopo questa dichiarazione, gli tolse il saluto. Dichiarazioni frutto di inimicizia personale? Possibile, ma veniamo ad altre dichiarazioni di peso.
 

Il 28 aprile 2009 il giornale Italia Sera riportava le seguenti parole del consigliere PDL Luigi Celori: “dall’odierna audizione congiunta delle commissioni Pmi ed Affari comunitari ed internazionali con i responsabili degli uffici regionali a Bruxelles, sono emersi dati allarmanti: un ufficio tecnico senza guida, con 8 persone in organico più i funzionari del dipartimento a Roma, che spende centinaia di migliaia di euro in consulenze esterne e che, a mio parere, tradisce la funzione a cui è preposto che è quella di assistere le nostre aziende e soprattutto i nostri enti locali, Comuni e Province, nella presentazione di progetti finanziati dalla Comunità europea stessa (…) Dai parziali dati forniti – che ci riserviamo di approfondire ulteriormente – emerge un ufficio dedito maggiormente a promuovere, attraverso iniziative culturali discutibili, l’immagine della Regione Lazio, piuttosto che portare a casa risultati concreti in termini di risorse finanziarie … potendo vantare, considerato costi e ricavi, un bilancio deficitario” .


In un comunicato del 8 febbraio 2007 dell’organizzazione sindacale RdB/CUB Pubblico impiego, si legge: “la Regione Lazio impegna somme ed emette mandati di pagamento in favore della RECIS sa (società di diritto belga istituita dalle 5 regioni del centro Italia per la gestione delle sedi di Bruxelles) per ottenere il servizio di consulenza (semestrale) di un esperto la cui utilità non è chiara se non per coprire le carenze conoscitive in campo comunitario del dirigente preposto (…) la spesa di cui trattasi ammonta a circa euro 80.000 annui, quando di norma le consulenze non possono superare la cifra di euro 50.000 annui (modifica al Reg. Giu. Del 5 agosto 2005, n.17)” lo stesso documento  elenca una serie di trasferimenti della Regione Lazio alla società Recis, da essa costituita in Belgio per i servizi di assistenza tecnico-amministrativa all’Ufficio di Bruxelles, per somme pari a euro 316.424 per il 2004, euro 332.431 per il 2005, euro 334.622 nel 2006, euro 570.000 nel 2007 e di circa euro 750.000 (previsti) nei due anni successivi.


Cosa dichiara in campagna elettorale la Presidente Polverini? Il Messaggero, cronaca di Roma, del 23 febbraio 2010, titolo a tutta pagina: “Polverini: mi impegno  a spendere i fondi comunitari nei tempi definiti, servono regole certe per le imprese”. Mentre Il Tempo: “Allarme della candidata PdL: risorse non utilizzate, la Regione rischia di perderle per sempre. Fondi Ue, il Lazio rischia la paralisi”. Bene, direte voi, una volta eletta la prima cosa è quella di chiamare il dirigente a rispondere dell’inattività e degli sprechi, denunciati anche dal PD con un’ulteriore interrogazione del consigliere Foschi del giugno 2010. Nulla di tutto questo, quella stessa dirigente, nominata da Storce e rimasta saldamente in sella con Marrazzo, non solo viene mantenuta al suo posto, ma dopo qualche mese di amministrazione Polverini gli viene affidata la Direzione della Programmazione economica, e quindi la titolarità di Autorità di Gestione del FESR (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale), ovvero della gestione dei fondi strutturali europei. Scrive Il Sole24 Ore del 3 novembre 2011 a pag. 27, nella sesta puntata dell’inchiesta condotta dal  giornale sui conti delle regioni: “Storace continua a  comandare dietro le quinte nonostante sia tra i maggiori responsabili del dissesto della Regione. Dietro di lui una rete di burocrati inseriti nelle posizioni chiave. Cinzia Felci, per esempio, ex assistente del sindaco di  Velletri Bruno Cesaroni, poi dirigente alla Regione. È promossa da Storace  responsabile dell’ufficio di Bruxelles e poi confermata in questo ruolo da  Marrazzo. L’ex presidente della Commissione per gli affari comunitari della Regione, Paola Brianti, denuncia ripetutamente la sua incapacità ad attrarre fondi comunitari e i costi di gestione spropositati dell’ufficio (oltre 12 milioni in sei anni). Ma Marrazzo, per tutta risposta, le toglie il saluto, come se la Felci fosse intoccabile. La Polverini, tuttavia, la  porta ancora più in alto nominandola direttore del dipartimento per la  programmazione economica e sociale”.


A questo punto i giochi sono quasi fatti, sempre il Sole 24Ore, in data 12 gennaio 2011, edizione romana, titola: “Il Lazio resta penultimo per la spesa dei fondi U.E., utilizzato solo il 6,4% del Fesr – a palo la rimodulazione attesa”. Alle numerose interrogazioni radicali, ovviamente, non è mai stata data risposta. In in attesa che si compia la selezione dello staff per il nuovo ufficio di Bruxelles -che si dovrà concludere il 15 gennaio, ma che già palesa alcuni aspetti di possibile irregolarità formale-, riporto i quesiti delle nostre interrogazioni per doverosa conoscenza, visto che di risposte, dalla prima del 9 agosto 2010, alla quarta del 5 ottobre 2011, non ne sono mai arrivate. Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo interrogano la Presidente della Giunta della Regione Lazio, On. Renata Polverini, per conoscere:


-il costo sopportato dalla Regione Lazio per l’ufficio di rappresentanza in oggetto, dalla sua costituzione e per ciascuna annualità;
-quale sia il personale impiegato, le mansioni svolte, i curricula di ciascuno, i criteri di assegnazione all’ufficio e la valutazione ai fini della progressione in carriera dei funzionari e dei dirigenti;
-se detto ufficio si avvale della collaborazione di consulenti esterni, quale la tipologia e l’entità degli eventuali contratti stipulati con i consulenti, i curricula degli stessi;
-quali le funzioni svolte, l’utilità effettiva della presenza a Bruxelles di questo ufficio, se non si ritiene opportuno di eliminare tale fonte di spesa;
-quali altri uffici di rappresentanza sono attivi al di fuori dei confini nazionali, le funzioni svolte dai medesimi ed i costi.
-se le spese correnti relative alla gestione ordinaria dell’Ufficio in oggetto sono realmente ammontate a circa 2 milioni di euro l’anno, come affermato dal consigliere regionale Enzo Foschi, PD, in un comunicato stampa del 23 giugno 2010, ribadendo poi, in un’interrogazione a risposta scritta, che “circola negli ambienti del Parlamento Europeo ed in particolare in quello della rappresentanza italiana un sempre maggiore disappunto sull’inadeguato impegno della Regione Lazio attraverso i suoi uffici presenti a Bruxelles”;
-se corrisponde al vero che la Regione Lazio ha trasferito alla società “Recis”, da essa costituita in Belgio per i servizi di assistenza tecnico-amministrativa all’Ufficio di Bruxelles, le somme di euro 316.424 per il 2004, di euro 332.431 per il 2005, di euro 334.622 nel 2006, di euro 570.000 nel 2007 e di circa euro 750.000 (previsti) nei due anni successivi, come affermato dall’organizzazione sindacale RdB/CUB Pubblico impiego in un comunicato del 8 febbraio 2007, nel quale si afferma che “la Regione Lazio impegna somme ed emette mandati di pagamento in favore della RECIS sa (società di diritto belga istituita dalle 5 regioni del centro Italia per la gestione delle sedi di Bruxelles) per ottenere il servizio di consulenza (semestrale) di un esperto la cui utilità non è chiara se non per coprire le carenze conoscitive in campo comunitario del dirigente preposto (…) la spesa di cui trattasi ammonta a circa euro 80.000 annui, quando di norma le consulenze non possono superare la cifra di euro 50.000 annui (modifica al Reg. Giu. Del 5 agosto 2005, n.17)”;
-se corrisponde al vero che la Regione Lazio ha partecipato all’acquisto della sede regionale di Bruxelles, la cui spesa iniziale, sostenuta dalla Regione Toscana, che poi ha stornato parte della proprietà, era ammontata a complessivi 12 milioni di euro, fonte “Il Giornale”, 5 maggio 2009; a quanto ammontano la spesa sostenuta dalla Regione Lazio ed i debiti residui;
-se è intenzione della Giunta d’istituire a Bruxelles, o a Roma, una nuova ennesima agenzia;
quali progetti sono stati finanziati negli ultimi 5 anni dalla Commissione Europea, e da chi sono stati presentati;
-se non sia necessario incaricare personale altamente qualificato e con dimostrata capacità per la gestione di uffici che hanno competenze così importanti e delicate.   
-se la selezione prevista dalla riorganizzazione, con assegnazione dell'Area in oggetto, è stata effettuata e se vi è stata assegnazione ad un dirigente interno, ovvero, in caso contrario,  quale sia il motivo;
-se è stata affidata la progettazione europea ad Euradia, quale è il costo sopportato dall’amministrazione per questo incarico, per quale motivo non è stata coinvolta BIC Lazio, strumento della Regione, che svolge questo compito per progetti di cooperazione territoriale in Europa, o altre strutture interne alla Regione parimenti qualificate;
-se il 22 marzo 2011 a Roma, presso l’Auditorium della Conciliazione, durante il convegno “L'Europa in Comune. La Regione Lazio affianca i comuni nei progetti europei”, mentre erano ancora aperti i termini per la presentazione delle istanze per il conferimento degli incarichi dirigenziali, la Presidente Polverini ha annunciato ai 250 sindaci presenti che l'Ufficio di Bruxelles della Regione Lazio, Area rapporti con l'Unione Europea e partecipazione ai progetti di iniziativa comunitaria, sarà assegnato ad una persona già nota, dirigente di un'altra Regione, che ha già svolto quest'incarico in passato;
-chi si occupa dei progetti d'iniziativa comunitaria in questo momento nella Regione Lazio, struttura e dirigenti, se vi siano dirigenti in possesso dei requisiti stabiliti dalla Commissione Europea per svolgere il ruolo di Autorità di Gestione dei Fondi strutturali europei e se siano attualmente impegnati in questo compito;
-se l’attuale amministrazione ritiene che nel Lazio un breve corso di formazione, tre giornate da otto ore, destinato ai comuni e alle Province, sia sufficiente per creare al loro interno figure professionali in grado di gestire progetti europei sotto il profilo amministrativo per i quali necessitano capacità di management, valutazione, monitoraggio, rendicontazione, mainstreaming, ecc.;
-quando l’attuale amministrazione ritiene di rispondere alle interrogazione urgenti a risposta scritta n° 110 e n° 220.
-se l'area in oggetto è stata assegnata a Claude Scheiber, già responsabile di analogo ufficio presso la Regione Lombardia, scelto in base ad una selezione il cui esito era stato già annunciato dalla Presidente Polverini nel corso di un'iniziativa tenuta dalla Regione Lazio all'Auditorium della Conciliazione il 22 marzo 2011 mentre erano ancora aperti i termini per la presentazione delle istanze per il conferimento degli incarichi dirigenziali;
-se sia stata fatta una valutazione obiettiva e trasparente delle risorse interne alla Regione Lazio adatte a ricoprire il ruolo, anche alla luce della recente sentenza del T.A.R Lazio, la n. 7481/2011, in merito alla nomina di dirigenti esterni;
-se è stata affidata ad Euradia l’organizzazione di corsi di formazione sull’euro-progettazione per i dipendenti dei comuni del Lazio, e in caso affermativo quale motivazione ha indotto a tale scelta se la stessa attività veniva svolta dalla Regione Lazio con il programma Opera (Opportunità Europee per le Regioni e le Autonomie), e se ciò risulta economicamente più oneroso per l’amministrazione;
-se risulta a questa amministrazione che sia stata costituita in passato da Euradia con funzionari ed eletti della Regione Lazio una società privata di diritto belga per la consulenza ai programmi europei, e in caso affermativo se la stessa è ancora attiva;
-quando l’attuale amministrazione ritenga di rispondere alle interrogazione urgenti a risposta scritta n° 110,  n° 220 e n. 478.